Preambolo

È costituita, con durata illimitata, un’Associazione Confederale Nazionale di imprese, in forma abbreviata “Confeuropa”, che rappresenta e tutela gli interessi sociali, morali, ed economici di tutte le Imprese costituite in forma individuale o societaria, nonché i consorzi di imprese e le associazioni temporanee di imprese, che operano nel settore industriale, artigianale, agricolo, commerciale, terziario nonché in altre attività economiche di mercato.
La Confederazione, “Confeuropa”, ha sede nazionale in Roma (Rm), Via Generale Roberto Bencivenga n. 32 / 70, sede regionale per la regione Sicilia in Siracusa (Sr), Via Monfalcone n. 52, filiale in Bucarest (Romania), Sector 2, Str. Matei Basarab n.106, bl.73, Et.8, Ap. 35 e filiale in Bruxelles (Belgio), Square Charles- Maurice Wiser, Avenue de Auderghen.
La Confederazione adotta il Codice etico confederale e la Carta dei valori associativi, che costituiscono parte integrante del presente Statuto, ispirando ad essi le proprie modalità organizzative ed i propri comportamenti ed impegnando i soci alla loro osservanza.
L’Assemblea e/o il consiglio nazionale della Confederazione “Confeuropa”, per favorire il conseguimento delle finalità associative può deliberare l’affiliazione di altre associazioni nonché l’adesione ad altre associazioni, organizzazioni ed enti nazionali, comunitari ed internazionali e può costituire, stabilendone organizzazione e compiti, delegazioni o uffici staccati in altre località del territorio nazionale, comunitario ed internazionale.
TITOLO I - DENOMINAZIONE, FINALITA', FUNZIONI
ARTICOLO 1
LA CONFEDERAZIONE
1. La “Confeuropa” è Associazione Nazionale Autonoma, di rappresentanza, assistenza, tutela della piccola, media e grande impresa.
2. Essa ha durata illimitata, non ha scopi di lucro ed ispira la sua azione ai principi e alla tradizione sociale cristiana. E’ aperta a quanti pongono a fondamento della vita associativa i valori di solidarietà economica e sociale, di libertà e di partecipazione.
3. La Confederazione, “Confeuropa”, ha sede nazionale in Roma (Rm), Via Generale Roberto Bencivenga n. 32 / 70, sede regionale per la regione Sicilia in Siracusa (Sr), Via Monfalcone n. 52, filiale in Bucarest (Romania), Sector 2, Str. Matei Basarab n. 106, bl. 73, Et. 8, Ap. 35 e filiale in Bruxelles (Belgio), Square Charles- Maurice Wiser, Avenue de Auderghen.
4. Il suo organo ufficiale di informazione è “Confeuropa”.
ARTICOLO 2
FINALITA' DELLA CONFEUROPA ED ESERCIZIO DI FUNZIONI DI INTERESSE PUBBLICO
1. La Confederazione si propone le seguenti finalità:
a) la promozione, l'organizzazione, lo sviluppo, il coordinamento e la disciplina della piccola, media e grande impresa, del commercio, del turismo, dei servizi, del terziario avanzato, dell’artigianato, dell’industria, degli edili, dell’agricoltura, della pesca, delle professioni, nonché delle attività economiche di mercato.
b) la promozione, l'organizzazione, lo sviluppo, il coordinamento e la disciplina delle imprese in genere;
c) la rappresentanza e la tutela degli interessi morali ed economici in Italia ed all'estero delle imprese;
d) la difesa della piccola, media e grande imprenditoria, quale fattore di trasformazione e progresso delle strutture d’impresa e della coesione sociale;
e) lo sviluppo della coscienza della imprenditoria, assumendo e favorendo tutte le iniziative atte all'elevazione morale ed alla formazione imprenditoriale dei soci e amministratori degli enti aderenti, alla formazione professionale dei quadri, tecnici e altri lavoratori addetti degli enti stessi e dei loro consorzi, nonché alla diffusione degli ideali, dei principi e delle esperienze della piccola, media e grande imprenditoria;
f) lo sviluppo della coscienza solidaristica tra piccole, medie e grande imprese, assumendo e favorendo tutte le iniziative atte all’elevazione morale ed alla formazione associativa;
g) la promozione della crescita dell’imprenditoria piccola, media e grande, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e di recente ordinamento democratico;
h) la preparazione dei lavoratori, degli imprenditori familiari, dei piccoli operatori economici e dei cittadini in genere all'acquisizione ed alla gestione degli strumenti di produzione, scambio e servizio nell'economia della piccola, media e grande impresa;
i) l'attuazione ad ogni livello dell'assistenza amministrativa, fiscale, commerciale, legale, e tecnico-economica; la cessione delle pubblicazioni riguardanti i contratti di lavoro nonché l’assistenza in materia di applicazione degli stessi contratti e della legislazione sul lavoro nonché la formazione agli associati e consorzi aderenti, anche mediante adeguate forme di monitoraggio, realizzate d'iniziativa dell' organizzazione, come espressione del principio dell'autocontrollo e come strumento permanente di perfezionamento gestionale;
l) la raccolta di ogni documentazione, l'elaborazione dei dati statistici sulla piccola, media e grande impresa, anche ai fini di interesse generale;
m) la promozione, la cura e la valorizzazione, attraverso le opportune attività di comunicazione, dell'immagine delle impresa nel Paese.
2. Per il conseguimento delle finalità predette, la “Confeuropa” potrà:
- avvalersi degli interventi previsti, nei diversi settori economico-sociali, dalla Unione Europea, dallo Stato, dalle Regioni e dalle Pubbliche Amministrazioni in genere, nonché di tutte le provvidenze ed agevolazioni di legge;
- stipulare accordi e convenzioni con enti pubblici e privati, società, associazioni, istituti e centri di ricerca nonché partecipare ad enti ed organizzazioni italiane, straniere ed internazionali aventi scopi affini.
3. La Confederazione esercita le funzioni demandatele da leggi, regolamenti ed atti dei pubblici poteri; cura in particolare l'esecuzione delle ispezioni ordinarie stabilite dal proprio statuto.
TITOLO II - ASSOCIATI
ARTICOLO. 3
ASSOCIATI - ADESIONI EFFETTI ED OBBLIGHI RELATIVI
1. La Confederazione è costituita dalle piccole, medie e grande imprese, enti e loro consorzi, la cui adesione sia stata deliberata ed accolta secondo il disposto del comma 4° e seguenti del presente articolo.
2. Può essere consentita, in base a procedure definite in sede regolamentare, l'adesione di società cooperative cui partecipino in maggioranza piccole, medie e grande imprese ordinarie già aderenti o loro controllate, nonché di società semplici o di fatto, regolate secondo i principi della piccola, media e grande impresa.
3. Può essere altresì consentita, in base a procedure definite in sede regolamentare, l’adesione di società cooperative e che esplichino attività affini a quelle della piccola, media e grande impresa ordinaria, o che comunque ne favoriscano l’incremento.
4. Gli associati, gli enti ed i loro consorzi di cui ai commi precedenti aderiscono alla Confederazione “Confeuropa” per il tramite delle Confederazioni regionali e/o associazioni territoriali e/o direttamente alla Confederazione nazionale.
5. Apposite norme regolamentari precisano le procedure per l'accertamento dei requisiti per l’ammissione dei soci e le caratteristiche e la loro sussistenza, anche mediante monitoraggio per l'adozione delle misure conseguenti.
6. A tal fine gli associati aderenti soggetti al monitoraggio sono sottoposti allo stesso di norma entro un anno dalla data di adesione.
7. Quando per la particolare natura dell'impresa richiedente o per i vincoli che afferiscono alla sua attività non ricorrano i presupposti dell'adesione come sopra prevista, potrà farsi luogo all'ammissione dello stesso, secondo l'apprezzamento e le modalità all'uopo enunciati dal Consiglio di Presidenza Confederale.
8. L'adesione alla Confederazione comporta, ad ogni effetto, l'inserimento dell'associato in tutti gli organismi settoriali, territoriali nei quali si articola la Confederazione.
9. Gli Enti a carattere misto sono assegnati alla Federazione Nazionale del settore inerente la loro attività prevalente.
10. Agli associati e/o enti aderenti incombono i seguenti obblighi, anche se per le adesioni già in atto l'osservanza di essi non sia stata espressamente contemplata nelle deliberazioni relative:
a) osservare lo Statuto Confederale, nonché quelli delle Federazioni nazionali e delle Associazioni territoriali e rispettare le delibere dei rispettivi organi collegiali;
b) uniformarsi alla disciplina, anche per quanto concerne le condizioni per la partecipazione agli organi, derivante dalle disposizioni emanate dalla Confederazione, dalle Federazioni nazionali e dalle Associazioni territoriali;
c) versare i contributi stabiliti dagli organi competenti della Confederazione e delle associazioni territoriali, nonché quelli obbligatori per legge o per regolamento governativo;
d) d) abbonarsi a " Confeuropa ";
e) comunicare all’associazione territoriale competente o alla Confederazione per gli enti nazionali od interregionali gli avvisi di convocazione delle Assemblee Ordinarie e Straordinarie, alle quali un rappresentante dell'associazione territoriale o della Confederazione ha diritto di partecipare;
f) ricevere il monitoraggio di cui alla lett. i) dell'art. 2 del presente Statuto;
g) ricevere le ispezioni ordinarie che la Confederazione è chiamata ad eseguire, in coerenza alle norme statutarie e delle successive modifiche.
ARTICOLO 4
PROCEDURE PER L’AMMISSIONE DEI SOCI
1. Ogni piccola media e grande impresa che intende associarsi a “Confeuropa” dovrà inoltrare regolare domanda di ammissione, secondo un modulo predisposto dalla confederazione, all’Associazione Territoriale della Provincia nella quale l’aspirante socio ha la sede legale. La domanda di ammissione dovrà contenere, a pena di esclusione, i seguenti elementi: Denominazione e dati anagrafici, sede, partita Iva, Codice Fiscale, Legale Rappresentante completo di dati anagrafici, attività esercitata e luogo di svolgimento, N. Rea, matricola INPS e quanto previsto dalla normativa sul trattamento dei dati personali.
2. Le piccole, medie e grande imprese, gli enti ed i loro consorzi a carattere nazionale ed interregionale aderiscono direttamente alla Confederazione Nazionale secondo quanto disposto dal presente articolo.
3. La domanda di ammissione dei soci deve essere accettata o respinta dal Consiglio di Presidenza Provinciale entro 15 giorni dalla data di presentazione con delibera motivata. Avverso tale decisione è possibile inoltrare ricorso entro 60 giorni al Collegio dei Probiviri nominato a livello nazionale.
4. E’ obbligo del Consiglio di Presidenza Provinciale la trasmissione, entro 15 giorni, delle delibere dei nuovi soci e dei rispettivi elenchi al Consiglio di Presidenza Nazionale per adempimenti necessari e conseguenti.
5. L'adesione si intende perfezionata solo con l'avvenuta immatricolazione da parte della Confederazione a livello nazionale. Gli associati e gli enti aderenti godono del diritto di partecipazione nelle fasi assembleari di pari livello, secondo le norme del presente Statuto.
ARTICOLO 5
RECESSO ED ESCLUSIONI
1. Il recesso è regolato dall'art. 24 del Codice Civile ed è produttivo di effetti nei riguardi dell'intera organizzazione confederale.
2. Equivale a dichiarazione di recesso la deliberazione successiva con la quale si aderisce ad altra organizzazione nazionale giuridicamente riconosciuta di rappresentanza, assistenza e tutela della piccola, media e grande impresa se non sia stata comunicata e concordata preventivamente con la Confederazione secondo le procedure stabilite dal regolamento delle adesioni.
3. Della dichiarazione di recesso, presentata all’Associazione Territoriale Provinciale e per conoscenza alla sede nazionale, prende atto il Consiglio Provinciale e ne dà comunicazione a tutte le strutture territoriali e settoriali interessate.
4. L'esclusione è disposta nei confronti degli associati, degli enti e dei loro consorzi che non ottemperino agli obblighi statutari ovvero turbino la compagine sociale, ovvero non siano in possesso dei requisiti e delle caratteristiche di cui al comma 7 dell' art. 3 o comunque arrechino, con la loro condotta, pregiudizio morale o materiale all'organizzazione confederale centrale o periferica
5. La deliberazione di esclusione spetta agli organi della Associazione Territoriale della Provincia in cui ha sede legale l’associato, l’ente ed i loro consorzi. Per gli associati a carattere regionale e nazionale la deliberazione compete rispettivamente all’Associazione Regionale ed alla Confederazione Nazionale. Alle predette delibere, entro 60 giorni, è ammesso il ricorso da parte del socio all’organo di livello immediatamente superiore a quella che ha adottato la deliberazione.
6. Trascorso il termine di moratoria di cui al comma precedente, avverso la delibera di esclusione è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri della Confederazione.
7. L'esclusione è produttiva di effetti nei riguardi dell'intera Organizzazione.
8. I consorzi nazionali, nonché le imprese e le società di servizi, che sono strumenti attuativi delle politiche di sviluppo imprenditoriale della Confederazione escludono le imprese ad essi aderenti recedute dalla Confederazione, ovvero escluse dalla stessa.
TITOLO III - STRUTTURA ORGANIZZATIVA
ARTICOLO 6
L'ORGANIZZAZIONE CONFEDERALE
1. Le Imprese aderenti alla Confederazione sono organizzati in Federazioni nazionali corrispondenti ai diversi settori di attività e sono membri di associazioni di norma a circoscrizione provinciale o interprovinciale denominate "Confeuropa – Associazione provinciale (interprovinciale) di .…. (nome della provincia o delle province)" o regionale quando non sussistono i livelli organizzativi provinciale o interprovinciale denominate "Confeuropa – Confederazione regionale di ... (nome della regione)", nonché, qualora nella regione sussistano due o più Associazioni provinciali o interprovinciali , di associazioni a circoscrizione regionale, costituite dalle medesime Associazioni , denominate "Confeuropa – Confederazione regionale di ... (nome della regione)".
2. La denominazione abbreviata delle associazioni a circoscrizione provinciale o interprovinciale è "Confeuropa ....... (nome della provincia o delle province)".
3. La denominazione abbreviata delle Confederazioni a circoscrizione regionale è "Confeuropa...(nome della regione)".
4. Gli statuti delle Federazioni nazionali e delle Associazioni territoriali, deliberati dalle rispettive assemblee, si uniformano allo Statuto Confederale e ne riportano nel testo le norme che le riguardano nonché quelle concernenti gli associati. Gli stessi devono comprendere norme per assicurare adeguate rappresentanze settoriali e territoriali degli enti associati.
5. Il presente Statuto stabilisce i principi per la individuazione e la composizione degli organi delle Confederazioni Regionali e delle Associazioni Territoriali Provinciale in analogia a quello della Confederazione Nazionale, prevedendo altresì modalità e garanzie di tutela delle minoranze.
6. Tali statuti e le loro eventuali proposte di modificazioni successive devono essere sottoposti all'approvazione del Consiglio Nazionale della Confederazione prima della loro registrazione o rogito notarile.
7. L'istituzione di una Associazione territoriale, nonché l'unificazione di due o più Associazioni provinciali in un'unica Associazione interprovinciale o Confederazione regionale ovvero l'istituzione di due o più Associazioni provinciali in luogo di una Associazione interprovinciale o Confederazione regionale, è deliberata dal Consiglio Nazionale su proposta formulata dal Consiglio di Presidenza.
8. L'organizzazione è ispirata al principio della massima autonomia e responsabilità degli organi territoriali ed a quello del decentramento organizzativo e di rappresentanza, in quanto compatibili col principio dell'unicità ed efficienza dell' organizzazione complessiva.
9. Correlativamente viene attribuito un potere di iniziativa complementare e sostitutivo alle diverse istanze organizzative per supplire a carenze e ritardi nell'attivazione delle corrispondenti istanze a livello inferiore.
10. Le condizioni e garanzie ed i limiti per tali interventi vengono definiti da apposito regolamento di attuazione.
11. E’ istituito il fondo di solidarietà e perequazione per sostenere la coesione dello sviluppo organizzativo. Apposite norme regolamentari ne disciplineranno l’alimentazione e la gestione.
TITOLO IV - ASOCIATII PROVINCIALE SAU INTERPROVINCIALE
ARTICOLO 7
NORME PER IL FUNZIONAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI O INTERPROVINCIALI
1. Le Associazioni provinciali o interprovinciali rappresentano la Confederazione nell'ambito delle proprie circoscrizioni e vi esplicano, nel rispetto degli indirizzi generali deliberati dagli organi della Confederazione, i compiti a questa attribuiti in campo nazionale dall' art. 2 del presente Statuto.
2. In particolare, sono compiti fondamentali delle Associazioni provinciali o interprovinciali nonché di quelle regionali, quando non sussistono Associazioni a livello territoriale inferiore:
a) la promozione sul territorio di competenza di nuove iniziative di imprese e dello sviluppo degli associati, degli enti e consorzi aderenti;
b) l'aggregazione di piccole, medie e grande imprese operanti nel territorio di competenza;
c) l'attuazione dei servizi amministrativi, legali, fiscali, del lavoro,finanziari, tecnici ed economici agli associati aderenti;
d) la promozione, progettazione e coordinamento dei processi di integrazione e di sviluppo.
3. In particolare spetta alle Associazioni provinciali o interprovinciali designare, salvo diversa disposizione di legge, agli enti ed autorità provinciali e locali, i rappresentanti delle imprese dandone notizia alla Confederazione nazionale e regionale.
4. Le Associazioni provinciali o interprovinciali promuovono e assicurano la partecipazione degli associati aderenti all'attività delle Confederazioni regionali e della Confederazione nazionale e li rappresentano nelle Assemblee per la elezione degli organi delle confederazioni regionali e della confederazione nazionale.
5. La Confederazione nazionale stabilisce nel Regolamento di attuazione le norme per la elezione degli organi delle Associazioni territoriali e per l'esercizio della rappresentanza di cui al comma precedente, sulla base dei seguenti criteri direttivi:
a) partecipano con diritto di voto alle assemblee delle Associazioni territoriali gli associati, gli enti e consorzi aderenti in regola con i contributi verso l'Organizzazione confederale di cui all' art. 3, comma 14, lett. c), effettivamente versati e pervenuti in tempo utile prima dell' Assemblea Congressuale stessa;
b) il numero dei voti spettanti ad ogni impresa o ente aderente ammesso viene fissato ai sensi dell' art. 10, comma 8, prevedendo che a ciascun impresa o ente non può comunque spettare più di 1 voto;
c) sono eleggibili negli organi delle Associazioni territoriali gli amministratori, gli associati e i soci degli enti aderenti in regola con i contributi di cui sopra.
6. Le Associazioni provinciali o interprovinciali devono uniformarsi alle direttive generali della Confederazione nazionale e regionale. Esse hanno l'obbligo di trasmettere gli avvisi di convocazione dei propri organi collegiali alla Confederazione nazionale e regionali.
7. La Confederazione nazionale e quelle regionali possono partecipare con proprio rappresentante alle sedute suddette.
8. Le Associazioni Territoriali Provinciali possono istituire nell’ambito della Provincia di Riferimento una o più unità Comunali che possano servire per dare servizi agli associati nominandone un responsabile per unità Comunale stabilendone, con apposito regolamento, compiti, poteri, attribuzioni e compensi. La delibera di cui al presente comma dovrà essere adottata dal Consiglio Provinciale di Presidenza e ratificata dal Consiglio Nazionale di Presidenza.
9. Le Associazioni provinciali e interprovinciali godono di autonomia patrimoniale, amministrativa e funzionale nei limiti stabiliti dal presente statuto e sono sottoposte al controllo della Confederazione nazionale e dalle Confederazioni regionale. Delle obbligazioni contratte dalle Associazioni provinciali rispondono le medesime con il rispettivo patrimonio e le persone che hanno contratto le obbligazioni in nome e per conto delle Associazioni territoriali.
10. Le Associazioni provinciali o interprovinciali determinano, nel rispetto delle decisioni confederali e delle Confederazioni regionali in materia, la misura dei contributi loro dovuti dagli enti aderenti.
11. Per motivi di coordinamento e conoscitivi, copie dei bilanci, dei verbali degli organi e delle relazioni sulla loro attività sono trasmesse alla Confederazione nazionale e regionale, che ai detti fini e in casi di necessità, potrà disporre accertamenti, informandone la Confederazione, alla quale vanno riferite le conclusioni e proposte del caso.
12. Nei casi in cui in un’Associazione territoriale siano riscontrate insufficienze o difficoltà organizzative imputabili anche all’assenza di una figura operativa stabile, il Consiglio di presidenza della Confederazione ai sensi dell’art. 15, ha facoltà, sentita la Confederazione regionale competente quando trattasi di Associazione provinciale o interprovinciale, di nominare presso detta associazione il direttore pro-tempore. Al fine di rimuovere i limiti e le difficoltà riscontrate, al direttore pro-tempore spetta collaborare con il Presidente, dare esecuzioni alle deliberazioni degli organi della Associazione provinciale, coordinare l'assistenza agli associati, dirigere complessivamente l'attività degli uffici dell'Associazione provinciale.
13. Nei casi di irregolarità o di constatata persistente inefficienza e/o inerzia organizzativa, il Consiglio di presidenza ha facoltà, sentita la Confederazione regionale competente quando trattasi di Associazione provinciale o interprovinciale o su proposta della stessa, di nominare un delegato confederale ai sensi dell'art. 15.
14. In casi particolarmente gravi, il Consiglio di presidenza potrà nominare un commissario ad acta con il compito di compiere gli atti specificamente a lui attribuiti dalla Confederazione.
15. Nei casi più gravi, il Consiglio di presidenza ha facoltà di sciogliere gli organi sociali della Associazione provinciale e di nominare un commissario con il compito di rimuovere le irregolarità e le inefficienze e che, entro il periodo di tempo stabilito dallo stesso Consiglio - periodo che di norma non può eccedere il termine massimo di due anni salvo il caso di proroghe particolarmente motivate - provveda alla convocazione dell’Assemblea della Associazione provinciale per la ricostituzione degli organi sociali. La delibera di nomina del commissario sarà sottoposta a ratifica del primo Consiglio nazionale utile.
16. Qualora il Consiglio di presidenza valuti che le irregolarità o le disfunzioni siano tali da non poter essere eliminate da una gestione commissariale, il Consiglio medesimo propone al Consiglio nazionale di revocare la rappresentanza della Confeuropa nel territorio di pertinenza, dandone avviso agli associati, agli enti aderenti ed agli enti pubblici e privati interessati al fine di ricostituire l’Associazione su nuove basi
17. Contro i provvedimenti di cui ai commi 11,12,13 e 14 è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri della Confederazione, senza effetto sospensivo.
ARTICOLO 8
ORGANI PROVINCIALI:
Sono organi provinciali della Confederazione:
• Il Congresso Provinciale;
• Il Consiglio Provinciale;
• Il Consiglio di Presidenza Provinciale;
• Il Presidente Onorario Provinciale;
• Il Presidente Provinciale;
• Il Segretario Generale Provinciale;
• Il Collegio dei Revisori dei Conti Provinciale.
Tali organi delle Associazioni Territoriali Provinciale durano in carica 4 anni ed i loro componenti sono rieleggibili. Per ogni altra carica prevista o prevedibile non espressamente legiferata nel presente statuto è demandato al Congresso Provinciale di stabilirne i regolamenti per il funzionamento.
Ai sensi e per gli effetti del presente statuto, gli organi, la loro composizione, i poteri e le modalità di funzionamento che sono attribuiti agli organi provinciali valgono in modo irrevocabile anche per le Associazioni Territoriali Interprovinciali, e per le Confederazioni Regionali o Interregionali.
ARTICOLO 9
Il CONGRESSO PROVINCIALE
1. Fanno parte del Congresso Provinciale tutti i soci iscritti all’Associazione Territoriale Provinciale in regola con i pagamenti delle quote sociali stabiliti dal Consiglio di Presidenza Provinciale;
2. Ogni socio a diritto ad un voto e può concedere delega scritta ad altri soggetti ancorché non soci; ciascun soggetto non può rappresentare più di sette soci;
3. Al Congresso partecipano senza diritto di voto, qualora non siano delegati, i componenti del Consiglio Regionale, nonché un rappresentante della Confederazione nazionale;
4. Il Congresso Provinciale è convocato, presso la sede dell’Associazione Territoriale Provinciale dal Presidente Provinciale o dal Segretario Generale Provinciale, ogni anno entro il 30 aprile oppure ogni qual volta se ne ravvisi la necessità o quando ne faccia richiesta un terzo dei soci, un terzo dei componenti il Consiglio Provinciale o i Revisori dei Conti;
5. L’avviso di convocazione deve essere inviato Via Fax, lettera ordinaria, raccomandata A/R o ogni altro mezzo ritenuto idoneo o affisso nella sede dell’Associazione Territoriale Provinciale sette giorni prima della data di convocazione e deve contenere la data, l’ora e l’ordine del giorno dell’adunanza nonché della eventuale seconda convocazione che potrà avvenire trascorse almeno ventiquattro ore da quella fissata per la prima.
6. Le deliberazioni programmatiche del Congresso, sono espresse in mozioni riguardanti argomenti generali o particolari.
7. Il Congresso inoltre può trattare altri argomenti attinenti alla piccola, media e grande impresa qualora lo richieda almeno un terzo dei partecipanti aventi diritto al voto.
8. Compete al Congresso Provinciale deliberare sulle modifiche allo Statuto proposte dal consiglio Regionale. Tali modifiche possono altresì essere proposte da almeno un terzo dei partecipanti all’Assemblea. Le deliberazioni relative alle modifiche statutarie devono riportare il voto favorevole di almeno due terzi dei voti. Tali delibere devono essere sottoposte all’Approvazione del Consiglio Nazionale di Presidenza;
9. Il Congresso Provinciale nomina l’Ufficio di Presidenza, i Segretari, la Commissione Elettorale, e la commissione per la Verifica dei poteri, quando essa ha all’ordine del giorno l’elezione degli organi Provinciali.
10. In via ordinaria le votazioni avvengono per alzata di mano per appello nominale e per scrutinio segreto quando almeno un quinto dei partecipanti ne faccia richiesta.
11. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità dei voti, esse si intendono respinte.
12. Il Congresso Provinciale deve:
a) Entro il 30 Aprile di ogni anno approvare il progetto di Bilancio Consuntivo relativo all’anno precedente;
b) Entro il 30 novembre approvare il progetto di Bilancio preventivo dell’anno successivo;
c) Stabilire, gli indirizzi generali di politica imprenditoriale della piccola, media e grande impresa dell’Organizzazione nella Provincia in relazione ai temi ed agli argomenti proposti dal Consiglio Provinciale, contenuti nell’avviso di convocazione.
d) Formulare in conseguenza le linee generali programmatiche;
e) Eleggere ogni quattro anni il Presidente e tutti i membri facenti parti degli organi della Associazione Territoriale Provinciale.
f) Esaminare temi di particolare rilevanza per la politica imprenditoriale della piccola, media e grande impresa in rapporto sullo stato dell’Organizzazione e lo stato di attuazione del programma o approvare proposte nei confronti di istituzioni pubbliche.
ARTICOLO 10
CONSIGLIO PROVINCIALE
1. Il Consiglio Provinciale è composto da un minimo di sette membri ad un massimo di cinquanta in relazione al numero dei soci iscritti all’Associazione Territoriale Provinciale. Alle riunioni del Consiglio Provinciale sono invitati a partecipare, i componenti del Collegio dei Revisori dei conti, i componenti del Consiglio di presidenza che non facciano parte ad altro titolo nonché un rappresentante della Confederazione nazionale.
2. I suoi membri sono eletti dal Congresso Provinciale, sono rieleggibili e durano in carica per quattro anni.
3. Spetta al Consiglio Provinciale :
a) deliberare circa l’esclusione ed il recesso dei soci;
b) stabilire gli indirizzi generali e fissare i programmi politici ed operativi della all’Associazione Territoriale Provinciale nell’ambito e nei limiti delle direttive fissate dall’Assemblea;
c) eleggere i Vicepresidenti e i componenti del consiglio di presidenza previa determinazione del numero;
d) approvare il progetto di rendiconto annuale consuntivo e preventivo dell’Associazione Territoriale Provinciale;
e) determinare i mezzi di finanziamento della all’Associazione Territoriale Provinciale e la misura dei contributi dovuti all’Associazione stessa degli associati aderenti, nel rispetto delle decisioni confederali in materia.
f) convocare il Congresso Provinciale fissandone l’ora, il luogo e l’ordine del Giorno;
g) promuovere, d’intesa con le federazioni nazionali competenti, la costituzione delle Federazioni regionali e delle altre eventuali articolazioni settoriali fissandone le relative finalità e compiti;
h) approvare su proposta del Consiglio di Presidenza, il Regolamento di attuazione del presente Statuto ove previsto;
i) delegare, se ritenuto opportuno, parte delle proprie attribuzioni e compiti al Consiglio di Presidenza;
j) deliberare su tutte le altre materie attribuite alla sua competenza dal presente Statuto ed esercitare le funzioni ad esso specificatamente demandate dalla Assemblea.
4. Il Consiglio Provinciale è convocato dal Presidente, di norma su delibera del Consiglio di presidenza, ogni qualvolta se ne ravvisi l’opportunità e comunque non meno di due volte l’anno. Il Consiglio deve inoltre essere convocato qualora ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti.
5. La convocazione è fatta a mezzo lettera, fax od altro mezzo ritenuto idoneo, da spedirsi almeno otto giorni prima di quella fissata per il Consiglio. Nei casi di urgenza la convocazione è fatta a mezzo telegramma, in modo che i componenti il consiglio ed il collegio dei revisori dei conti ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
6. L’avviso di convocazione deve contenere: l’ordine del giorno della seduta, il luogo, la data e l’ora della prima e della eventuale seconda convocazione che potrà avvenire trascorsa almeno un‘ora da quella fissata per la prima.
7. Le riunioni del Consiglio si ritengono valide quando in prima convocazione vi interviene la maggioranza dei consiglieri in carica; in seconda convocazione che potrà avvenire se prevista nell’avviso, trascorsa almeno un’ora da quella fissata per la prima convocazione, il Consiglio Provinciale è validamente riunito quando sia presente un terzo dei componenti.
8. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri presenti.
9. Le votazioni sono normalmente palesi; sono invece segrete quando ciò sia richiesto da ta1. Consiliul Prezidential este compnti consiglieri rappresentanti almeno un terzo dei soci presenti. A parità di voti nelle votazioni prevale il voto del Presidente; in quelle segrete, la parità dei voti comporta la reiezione della proposta. I componenti che non partecipano, senza giustificato motivo, a due riunioni consecutive del Consiglio, decadono automaticamente dalla carica. Alle vacanze che, per qualsiasi motivo, si verificassero nel Consiglio tra i membri si provvede mediante cooptazione da parte del Consiglio stesso. Alle sostituzioni si provvederà entro 90 giorni. I Consiglieri così nominati resteranno in carica per il periodo rimanente alla conclusione del mandato di quelli sostituiti. Se viene meno la maggioranza dei Consiglieri, quelli rimasti debbono convocare l’Assemblea regionale che provvederà alla rielezione degli organi statutari.
ARTICOLO 11
CONSIGLIO DI PRESIDENZA PROVINCIALE
1. Il Consiglio di Presidenza è composto:
a - dal Presidente;
b - dai Vicepresidenti;
c- da 4 a 12 membri eletti dal Consiglio Provinciale dei quali almeno due terzi tra i propri componenti.
2. Essi durano in carica quattro anni e possono essere rieletti. Il consiglio è convocato dal Presidente, con la frequenza ritenuta necessaria.
Le sue riunioni sono valide in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei suoi componenti. trascorsa un’ora dall’orario fissato essa si intenderà riunita in seconda convocazione. In tal caso essa è valida con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti.
3. Assistono alle riunioni del Consiglio di presidenza il Segretario generale ed il Presidente del collegio dei revisori dei conti.
4. I componenti che non partecipano senza giustificato motivo a due riunioni consecutive del Consiglio di Presidenza decadono automaticamente dalla carica. Alle vacanze che, per qualsiasi motivo si verificassero tra i membri del consiglio di presidenza, si provvede mediante sostituzione da parte del Consiglio Regionale.
5. Spetta al consiglio di Presidenza:
a) Deliberare circa l’ammissione dei soci;
b) curare la gestione e l’amministrazione della Associazione Territoriale Provinciale nell’ambito delle direttive fissate dal Consiglio Provinciale;
c) predisporre i rendiconti preventivi e consuntivi della Associazione regionale da sottoporre all’approvazione del Consiglio Provinciale;
d) proporre al Consiglio Provinciale l’ammontare della Contribuzione associativa di competenza della Associazione Provinciale;
e) deliberare in merito alla struttura organizzativa della Associazione Provinciale mediante l’istituzione, regolamentazione e disciplina di servizi e comparti operativi;
f) deliberare in merito alla assunzione, al trasferimento ed al licenziamento del personale dipendente oltre che al suo inquadramento;
g) designare rappresentanti e nominare delegati negli enti, in commissioni e negli altri organismi in cui la Associazione regionale ha assunto partecipazioni o deve comunque essere rappresentata;
h) proporre al Consiglio Provinciale eventuali regolamenti di attuazione del presente Statuto;
i) assegnare incarichi operativi e nominare dirigenti operativi stabilendone compiti, funzioni ed eventuali compensi;
j) deliberare sugli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione nell’ambito delle direttive fissate dal Consiglio Provinciale;
k) nominare il Segretario Generale della Associazione Provinciale;
l) deliberare su tutte le operazioni finanziarie necessarie al raggiungimento degli scopi della Associazione Territoriale Provinciale;
m) Il Consiglio di Presidenza ha inoltre ogni più ampio potere deliberativo ed esecutivo sulle materie del presente Statuto non espressamente riservate alla Assemblea o al Consiglio Provinciale e, nei casi di urgenza, delibera su materie di competenza del Consiglio regionale chiedendone la ratifica allo stesso nella prima riunione.
ARTICOLO 12
PRESIDENTE PROVINCIALE
1. Il Presidente ha la rappresentanza legale della Associazione Territoriale Provinciale, ha la firma sociale, presiede il Consiglio Provinciale ed il Consiglio di presidenza.
2. Spetta al Presidente:
a) attuare le direttive fissate dagli organi collegiali della Associazione Territoriale Provinciale;
b) curare i rapporti della Associazione Territoriale Provinciale con le pubbliche amministrazioni, con le organizzazioni sindacali ed economiche regionali, con le altre centrali cooperative, nonché tutti gli altri rapporti con l’esterno;
c) convocare il Consiglio Provinciale, il Consiglio di presidenza e, su delibera del Consiglio Provinciale, il Congresso Provinciale nonché i convegni provinciali, predisponendone l’ordine del giorno ed il tema;
d) nominare avvocati e procuratori davanti a qualsiasi giurisdizione;
e) esercitare tutte le altre funzioni demandategli dagli organi e, nei casi di urgenza, adottare i provvedimenti di competenza del Consiglio di presidenza, salvo ratifica alla prima riunione di esso.
f) Il Presidente può delegare ad uno o più vicepresidenti talune delle sue funzioni.
g) In caso di impedimento del Presidente i suoi poteri sono assunti dal Vicepresidente o da uno dei Vicepresidenti a ciò delegato.
h) Nel caso di cessazione del Presidente dalla carica per qualsiasi causa nel corso del mandato, il nuovo Presidente è eletto dal Consiglio Provinciale e resta in carica fino al termine del quadriennio in corso.
ARTICOLO 13
SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE
1. Il presidente può proporre al Consiglio Provinciale la nomina del Segretario generale, anche in persona diversa dai suoi componenti.
2. Il Segretario generale, nei limiti dei poteri conferiti, rappresenta Associazione Territoriale Provinciale a tutti gli effetti di legge ed esplica con continuità di impegno le funzioni che gli vengono attribuiti dal Consiglio regionale.
3. In particolare il Segretario generale attende al coordinamento della struttura unionale, partecipa alle riunioni del Consiglio di Presidenza ed ha voto deliberativo nel Consiglio di presidenza, a meno che non ne faccia parte ad altro titolo come componente.
ARTICOLO 14
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI PROVINCIALE
1. Il Collegio dei revisori dei conti provinciale è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti, anche al di fuori dei suoi membri, dal Congresso Provinciale che nomina pure il Presidente;
2. Essi rimangono in carica quattro anni e sono sempre rieleggibili. I supplenti subentrano in ordine di anzianità agli effettivi che cessino dalla carica o che siano impediti ad esercitare le loro funzioni;
3. In caso di carenza dell’organo, il Consiglio Provinciale provvede alle sostituzioni fino alla successiva Assemblea;
4. Spetta al Collegio dei Revisori il controllo di tutte le operazioni economiche e finanziarie dell’Associazione Territoriale Provinciale e l’esame del rendiconto annuale da sottoporsi al Consiglio Provinciale;
5. I revisori dei conti intervengono al Congresso Provinciale ed alle riunioni del Consiglio Provinciale;
6. Il Presidente del Collegio assiste alle riunioni del Consiglio di presidenza Provinciale.
TITOLO V - CONFEDERAZIONI REGIONALI
ARTICOLO 15
NORME GENERALI DI FUNZIONAMENTO
1. Le Confederazioni regionali e le strutture territoriali delle Province Autonome di Trento e Bolzano rappresentano la Confederazione nell'ambito delle proprie circoscrizioni e vi esplicano i compiti ad essa attribuiti in campo nazionale dall'art. 2 del presente Statuto.
2. In particolare, spetta alle Confederazioni regionali tenuto conto dell’art. 117 della Costituzione ed dei relativi provvedimenti legislativi:
a) rappresentare di fronte alle amministrazioni ed agli altri enti regionali, nel rispetto degli indirizzi generali deliberati dagli organi della Confederazione, gli interessi e le indicazioni degli enti aderenti;
b) elaborare, nel quadro delle linee politiche della Confederazione, di tutte le Imprese costituite in forma individuale o societaria, nonché i consorzi di imprese e le associazioni temporanee di imprese, che operano nel settore industriale, artigianale, agricolo, commerciale, terziario nonché in altre attività economiche di mercato nell' ambito regionale;
c) gestire le relazioni sindacali nel quadro delle direttive confederali con il concorso delle federazioni regionali ove costituite;
d) promuovere ed attuare iniziative ed intese volte a coordinare le attività di interesse comune, sia generali che settoriali, delle Associazioni provinciali e/o interprovinciali delle rispettive regioni; e) designare agli enti regionali, salvo diversa disposizione di legge, i rappresentanti delle piccole e medie imprese aderenti alla Confederazione, dandone notizia alla stessa;
f) promuovere la costituzione, di intesa con le Federazioni nazionali competenti, delle Federazioni regionali di cui al successivo art. 8, tra gli le imprese aderenti che operano negli specifici settori di attività, assicurandone il funzionamento;
g) eseguire, o concorrere ad eseguire per delega o incarico della Confederazione, la riscossione dei contributi dovuti dai soci aderenti anche ai sensi delle disposizioni statutarie in tema di vigilanza sugli organismi associati;
h) istituire, d'intesa con le Associazione Territoriale Provinciale provinciali e/o interprovinciali, servizi in favore delle medesime e degli enti associati, mirando ad operare quale raccordo funzionale tra l'organizzazione locale e quella confederale;
i) collaborare con la Confederazione, quale Associazione nazionale per l’adempimento delle funzioni ispettive, sue successive modificazioni e relative disposizioni di attuazione, secondo norme da formularsi dal Consiglio di presidenza confederale;
3. Le Confederazioni regionali godono di autonomia patrimoniale, amministrativa e funzionale nei limiti compatibili con le direttive generali stabilite dalla Confederazione. Delle obbligazioni contratte dalle Confederazioni regionali rispondono le medesime con il rispettivo patrimonio e le persone che hanno contratto le obbligazioni medesime in nome e per conto delle Confederazioni regionali;
4. Le Confederazioni regionali, nel rispetto delle direttive confederali, determinano le percentuali di contributi loro dovuti dai soci e dagli enti e consorzi associati;
5. Alle Confederazioni regionali, il Consiglio di presidenza confederale può affidare compiti di ispezione, sorveglianza ed intervento, sul funzionamento amministrativo e l'efficienza organizzativa delle Associazioni provinciali e/o interprovinciali;
6. Le Confederazioni regionali devono uniformarsi alle direttive generali della Confederazione. Ad esse è fatto obbligo di trasmettere gli avvisi di convocazione delle riunioni dei propri organi alla Confederazione, la quale ha facoltà di farsi rappresentare nelle stesse;
7. Inoltre, per motivi di coordinamento e conoscitivi, copie dei bilanci, delle relazioni sull'attività svolta o programmata e dei verbali degli organi sono trasmesse dalle Confederazioni regionali alla Confederazione nazionale;
8. E' in facoltà della Confederazione disporre in ogni caso visite ispettive ai fini di accertamento;
9. Qualora si rilevino nel loro funzionamento irregolarità di qualsiasi natura o inefficienze, si applicano le disposizioni previste nel presente statuto;
10. Gli organi delle Confederazioni regionali durano in carica quattro anni.
11. Le Confederazioni regionali, rette da apposito statuto che sarà approvato dal Consiglio Nazionale prima di ottenere la veste giuridica;
12. Le Confederazioni regionali sono tenute a convocare l’Assemblea annuale.
TITOLO VI - FEDERAZIONI NAZIONALI E REGIONALI
ARTICOLO 16
FEDERAZIONI NAZIONALI E REGIONALI – NORME PER IL FUNZIONAMENTO
1. Le Federazioni, nell'ambito delle direttive generali della Confederazione e in applicazione dei rispettivi statuti, regolamentati ed istituiti mediante regolamento approvato dal Consiglio Nazionale, determinano le linee di azione del settore, curano la promozione e lo sviluppo degli enti aderenti nei rispettivi settori di attività, li assistono sul piano tecnico ed economico, ne curano l’attività legislativa specifica e li rappresentano, con l'intervento della Confederazione, nella stipulazione di accordi o di contratti nazionali collettivi di lavoro.
2. La Confederazione attribuisce annualmente alle Federazioni nazionali un fondo per le spese di funzionamento secondo apposite norme regolamentari che prevedano anche criteri premiali e sanzionatori.
3. Un rappresentante della Confederazione fa parte di diritto degli organi collegiali di ciascuna Federazione nazionale.
4. Qualora si rilevino nel loro funzionamento irregolarità statutarie o gravi inefficienze, si applicano le disposizioni del presente Statuto. Contro i predetti provvedimenti è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri della Confederazione, senza effetto sospensivo.
5. A livello regionale sono istituite Federazioni regionali di settore in corrispondenza delle rispettive Federazioni nazionali alle condizioni e con le modalità previste nel regolamento di attuazione.
6. Le Federazioni regionali costituite hanno diritto di rappresentanza nel Consiglio delle corrispondenti Federazioni nazionali secondo le norme stabilite in sede regolamentare.
7. Gli statuti delle Federazioni regionali devono essere conformi ad uno schema di statuto deliberato dal Consiglio nazionale della Confederazione su proposta delle Federazioni nazionali interessate.
8. Le Federazioni regionali sono sottoposte ai controlli e agli interventi analoghi a quelli previsti nei commi precedenti per le Federazioni nazionali, da espletarsi da parte delle Associazioni regionali competenti, di intesa con le Federazioni nazionali interessate.
9. Possono essere altresì istituiti per iniziativa e nell' ambito delle Associazioni provinciali e/o interprovinciali, anche su proposta delle Federazioni nazionali comitati di settore in corrispondenza delle rispettive Federazioni nazionali.
TITOLO VII - ORGANI DELLA CONFEUROPA
ARTICOLO 17
ORGANI
Gli organi della Confederazione sono:
Organele Confederatiei sunt:
• l'Assemblea nazionale
• il Consiglio nazionale;
• il Consiglio di presidenza;
• il Presidente onorario;
• il Presidente;
• I Segretari generali, se nominati;
• il Collegio dei Revisori dei Conti;
• il Collegio dei Probiviri.
Oltre ai predetti organi verranno istituiti i DIPARTIMENTI in ragione di ogni settore economico, politico o sociale vigente; essi saranno guidato da un responsabile che è anche di fatto vice presidente della Confederazione e saranno disciplinati da apposito regolamento approvato dall’Assemblea nazionale che ne stabilirà i poteri.
A titolo esemplificativo e non riduttivo in quanto l’Assemblea Nazionale ha facoltà di aumentarli o di diminuirli vengono istituiti io seguenti dipartimenti:
• Dipartimento per il commercio;
• Dipartimento per l’artigianato;
• Dipartimento politiche agricole;
• Dipartimento per la pesca;
• Dipartimento per il terziario avanzato;
• Dipartimento per l’industria;
• Dipartimento per gli edili;
• Dipartimento per il turismo;
• Dipartimento per i servizi;
• Dipartimento per le professioni;
• Dipartimento per le pari opportunità;
• Dipartimento innovazione tecnologica, sicurezza e qualità;
• Dipartimento Politiche comunitarie e “CONFEUROPA ESTERO”;;
• Dipartimento Politiche Ambientali.
Per i predetti Dipartimenti e per ogni altra carica non espressamente prevista nel presente statuto, è demandato all’Assemblea Nazionale di approvarne i regolamenti per il loro regolare funzionamento.
ARTICOLO 18
COSTITUZIONE E CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE
1. L'Assemblea Nazionale è costituita dai delegati degli enti aderenti di cui ai commi seguenti, dai Presidenti delle Confederazioni nazionale e/o regionali, provinciali e interprovinciali e delle Federazioni nazionali e dai rappresentanti degli enti nazionali ed interregionali censiti nei ruoli nazionali.
2. Fanno parte dell’Assemblea Nazionale con diritto di voto i presidenti Regionali ed i Segretari Regionali di tutte le Confederazioni Regionali d’Italia; Fanno pure parte con diritto di voto i delegati regionali, nominati ogni 4 anni dall’Assemblea Confederale Regionale in ragione di un delegato ogni 500 iscritti;
3. L' Assemblea è convocata dal Presidente confederale su deliberazione del Consiglio Nazionale, in via ordinaria, ogni 4 anni con i compiti di cui ai commi 1, 2 e 5 dell'articolo successivo e negli altri anni con i compiti di cui al comma 3 dell'articolo successivo; è convocato in via straordinaria, quando il Consiglio nazionale ne ravvisi l'utilità o quando ne faccia richiesta un numero di Associazioni territoriali che rappresentano almeno un terzo degli enti aderenti ed in regola con i contributi.
4. I delegati elettivi all' Assemblea nazionale sono nominati dai Consigli Regionali, salvo casi di inesistenza o irregolare funzionamento della Confederazione regionale, nel qual caso decide il Commissario ad acta.
5. L'avviso di convocazione dell'Assemblea, contenente le proposizioni del Consiglio nazionale e l'o.d.g. dei lavori, è trasmesso a tutti gli enti aderenti e alle Associazioni provinciali, interprovinciali e Confederazioni regionali, almeno 90 giorni prima dalla data stabilita per la celebrazione dell' Assemblea quando l' o.d.g. prevede l'elezione delle cariche sociali. Negli altri casi l'avviso è trasmesso almeno 30 giorni prima della data stabilita per la celebrazione dell'Assemblea anche tramite la pubblicazione su "CONFIMPRESA Europa" che, in questo caso, dovrà essere inviata a tutti gli enti aderenti.
6. Con l'avviso stesso il Presidente confederale comunica la data entro la quale i Presidenti delle Associazioni territoriali provvederanno a convocare le Assemblee per la preliminare elezione degli organi delle Associazioni territoriali e successivamente i Consigli per la discussione dei temi fissati per l' Assemblea e per l'elezione dei delegati.
7. Alle riunioni dei Consigli di cui al comma precedente interviene un delegato della Confederazione.
8. Il numero di delegati spettanti agli enti aderenti di ciascuna circoscrizione Regionale è disciplinato dal presente Statuto;
9. Gli enti, le piccole medie e grandi imprese aderenti a carattere nazionale partecipano all'assemblea della Confederazione Nazionale, esercitando pienamente il diritto di voto in ragione di 1 (uno) per ogni socio.
10. L' Assemblea nazionale nomina l'ufficio di presidenza, i Segretari, i Questori e la Commissione per la verifica dei poteri, quando essa ha all' ordine del giorno l'elezione degli organi confederali. Negli altri casi è presieduta dal Presidente confederale.
11. In via ordinaria le votazioni avvengono per alzata di mano o per appello nominale e per scrutinio segreto quando almeno un quinto dei partecipanti ne faccia richiesta.
12. Le liste dei candidati a Consiglieri nazionali, da eleggere in seduta plenaria ai sensi del primo comma lettera b) del successivo art. 20, dovranno essere sottoscritte da almeno un decimo dei delegati all' Assemblea.
13. Alle riunioni dell'Assemblea partecipano, senza diritto di voto, qualora non siano delegati, i componenti del Consiglio nazionale, del Consiglio di presidenza, del Collegio dei revisori dei conti, del Collegio dei probiviri, del Direttore generale e gli ex Presidenti confederali. Partecipano, inoltre, senza diritto di voto qualora non siano delegati, i Senatori e i Deputati della Repubblica in carica, che abbiano ricoperto o ricoprano incarichi direttivi nei vari gradi della Confederazione.
ARTICOLO 19
COMPITI DELL' ASSEMBLEA NAZIONALE
1. L'Assemblea nazionale stabilisce gli indirizzi generali delle piccole e medie imprese,degli enti e dei loro consorzi in relazione ai temi ed argomenti proposti dal Consiglio nazionale, contenuti nell'o.d.g. di cui all'articolo precedente.
2. L' Assemblea formula in conseguenza il programma dell'attività confederale ed elegge ogni quattro anni il Presidente della Confederazione ed i membri del Consiglio nazionale, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri.
3. L'Assemblea negli altri anni esamina congiuntamente o disgiuntamente temi di particolare rilevanza per la politica delle piccole e medie imprese, il rapporto sullo stato dell' organizzazione e lo stato di attuazione del programma confederale o formula proposte nei confronti delle istituzioni pubbliche.
4. Le deliberazioni programmatiche dell'Assemblea sono espresse in mozioni riguardanti argomenti generali o particolari.
5. L' Assemblea inoltre può trattare altri argomenti attinenti alla piccola e media impresa qualora lo richieda almeno un terzo dei partecipanti aventi diritto al voto.
6. Compete all' Assemblea deliberare sulle modifiche allo Statuto confederale proposte dal Consiglio nazionale. Tali modifiche possono altresì essere proposte da almeno un terzo dei delegati all' Assemblea. I delegati suddetti debbono farne richiesta di iscrizione all'o.d.g. dell' Assemblea almeno trenta giorni prima della data di essa, per l'esame preventivo da parte del Consiglio nazionale. Le deliberazioni relative alle modifiche statutarie devono riportare il voto favorevole di almeno due terzi dei delegati all' Assemblea e devono essere redatte per atto pubblico.
7. L’Assemblea nazionale approva il Bilancio Consuntivo dell’anno precedente della Confederazione entro il 30 giugno di ogni anno; approva altresì il bilancio Preventivo dell’anno successivo entro il 15 dicembre dell’anno precedente.
ARTICOLO 20
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE
1. Il Consiglio nazionale è composto:
a) dal Presidente della Confederazione;
b) da 7 a 65 membri eletti fra i delegati all'Assemblea in seduta plenaria, col sistema maggioritario e voto limitato a due terzi;
c) dai Presidenti delle Federazioni nazionali o loro delegati qualora i primi ne facciano già parte ad altro titolo;
d) dai Presidenti delle Confederazioni regionali e delle Associazioni delle province autonome di Trento e Bolzano o loro delegati qualora i primi ne facciano parte ad altro titolo.
e) dal Segretario Generale;
f) dai vice presidenti in numero pari ai dipartimenti in quanto responsabili.
g) dai soci fondatori che ne fanno parte vita fino a quando faranno parte della Confederazione;
2. I componenti del Consiglio nazionale durano in carica 4 anni e sono rieleggibili.
3. Il Consiglio Nazionale nomina al proprio interno n. 1 Segretario Generale per il Centro Sud, n. 1 Segretario Generale per il Centro Nord, n. 1 Segretario Amministrativo per il Centro Sud, n. 1 Segretario Amministrativo per il Centro Nord, n. 1 Segretario Organizzativo per il Centro Sud, n. 1 Segretario Organizzativo per il Centro Nord, n. 1 Responsabile Dipartimenti del Centro Sud, n. 1 Responsabile Dipartimenti per il Centro Nord, n. 1 Tesoriere Nazionale, n. 1 Portavoce Nazionale, n. 1 Segretario Generale Nazionale, n. 1 Segretario Amministrativo Nazionale, n. 1 Segretario Organizzativo Nazionale, n. 1 Responsabile Dipartimenti Nazionale. Il Funzionamento di tutte queste cariche, in riferimento ai poteri ed alle loro attribuzioni, sarà poi stabilito da apposito regolamento.
4. Partecipano alle riunioni del Consiglio nazionale i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti e i componenti del Consiglio di Presidenza che non ne facciano parte ad altro titolo, nonché gli ex Presidenti confederali.
5. I componenti del Consiglio che non partecipano, senza giustificato motivo, a due riunioni consecutive del Consiglio, decadono automaticamente dalla carica. Alle vacanze che, per qualsiasi motivo, si verificassero nel Consiglio tra i membri eletti dall' Assemblea ai sensi della lett. b), comma 1 del presente articolo, si provvede mediante cooptazione da parte del Consiglio stesso. Alle sostituzioni si dovrà provvedere entro 90 giorni.
6. Il Consiglio potrà, in quanto osservato il principio della reciprocità, chiamare a partecipare ai propri lavori rappresentanti di organizzazioni nazionali che svolgano attività di interesse anche cooperativo .
ARTICOLO 21
COMPITI DEL CONSIGLIO NAZIONALE
1. Il Consiglio nazionale, in esecuzione delle formulazioni e degli indirizzi generali assunti dall' Assemblea, programma l'attività operativa della Confederazione, fissandone gli orientamenti politico-organizzativi e verificandone periodicamente l'attuazione, elegge le cariche sociali, imprime stimoli e dà indicazioni unitarie alle articolazioni in cui si esprime l'intera organizzazione confederale.
2. In particolare, il Consiglio nazionale:
a) elegge i Vicepresidenti in numero pari ai dipartimenti e sedici membri - di cui almeno otto Presidenti di Confederazioni regionali - che compongono il Consiglio di presidenza, dei quali almeno due terzi tra i propri componenti;
b) stabilisce le condizioni di partecipazione, incluse le responsabilità degli enti e delle persone, agli organi ed all'attività della Confederazione;
c) approva i regolamenti di attuazione del presente Statuto;
d) delibera sulla convocazione dell'Assemblea, ne fissa i temi, approva il Regolamento dell'Assemblea e nomina la Commissione dell'Assemblea. Determina altresì il rapporto di rappresentanza tra enti aderenti e delegati ai fini della partecipazione e dell'esercizio del voto, fissando modalità e condizioni di partecipazione secondo quanto disposto dla presente statuto;
e) autorizza la costituzione delle Federazioni nazionali e delle Associazioni territoriali ed approva gli statuti delle stesse nonché le loro eventuali successive proposte di modificazione;
f) determina i mezzi di finanziamento della Confederazione, la misura dei contributi dovuti alla Confederazione dagli associati e i criteri per la riscossione dei contributi;
g) approva il progetto di bilancio preventivo e consuntivo della Confederazione;
h) delibera sulla costituzione di commissioni consultive fissandone criteri di composizione, attribuzione e durata;
i) delibera sull'effettuazione di conferenze organizzative e di altre tematiche, fissandone i temi;
l) deferisce al Collegio dei probiviri le persone componenti gli organi della Confederazione, delle Federazioni nazionali, delle Associazioni territoriali e delle Federazioni regionali che con il loro comportamento determinano danno e pregiudizio alla Confederazione e ne delibera la sospensione dalla carica;
m) rassegna all' Assemblea le modifiche allo Statuto confederale da esso formulate o ad esso sottoposte;
n) nomina il Segretario generale, su proposta del Presidente;
o) esercita le funzioni ad esso specificamente demandate dall' Assemblea;
p) delibera su tutte le altre materie attribuite alla sua competenza dal presente Statuto, provvedendo in particolare alla risoluzione o superamento di tutti gli eventuali contrasti che dovessero insorgere tra le varie strutture e organi degli associati ad esclusione di quelle di competenza del Collegio dei Probiviri;
q) elegge il Presidente con la maggioranza dei componenti in carica nel caso in cui se ne renda necessaria l'elezione nel corso del mandato quadriennale. Il Presidente eletto dal Consiglio nazionale resta in carica fino al termine del quadriennio in corso.
ART. 22
CONSIGLIO DI PRESIDENZA - COMPOSIZIONE
1. Il Consiglio di presidenza è composto:
• dal Presidente onorario;
• dal Presidente;
• dai Vicepresidenti in numero a quanti sono i dipartimenti;
• dai Segretari generali;
• da sedici membri eletti ai sensi dell'art. 21 comma 2, lett. a);
• dai Presidenti delle Federazioni nazionali.
2. Il Presidente può invitare a partecipare alle riunioni del Consiglio di presidenza di volta in volta o in via permanente dirigenti dell'organizzazione che svolgono specifici incarichi di particolare rilevanza.
3. I componenti che non partecipano, senza giustificato motivo, a due riunioni consecutive del Consiglio di presidenza, decadono automaticamente dalla carica. Alle vacanze che, per qualsiasi motivo, si verificassero tra i membri del Consiglio di presidenza, si provvede mediante sostituzione da parte del Consiglio nazionale.
ART. 23
CONSIGLIO DI PRESIDENZA – COMPITI
1. ll Consiglio di presidenza cura la gestione e l'amministrazione della Confederazione e dà attuazione alle deliberazioni del Consiglio nazionale.
2. In particolare:
a) predispone e sottopone all'approvazione del Consiglio nazionale il bilancio preventivo e consuntivo, recanti le evidenze di entrate e uscite delle Federazioni nazionali;
b) predispone e sottopone al Consiglio nazionale le determinazioni sulla misura dei contributi associativi dovuti alla Confederazione dagli enti aderenti;
c) delibera sugli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione nell' ambito delle direttive fissate dal Consiglio nazionale;
d) adotta e revoca i provvedimenti di sua competenza di cui agli articoli 6, 7 e 8 del presente Statuto, nonché delega funzioni o affida incarichi alle Confederazioni regionali, provvedendo quando occorra alle relative revoche;
e) provvede sulla struttura organizzativa confederale, mediante l'istituzione, regolamentazione e disciplina di servizi e comparti operativi;
f) delibera su tutte le operazioni finanziarie necessarie al raggiungimento degli scopi confederali;
g) nomina il Segretario Generale e gli altri dirigenti operativi confederali, stabilendone compiti e funzioni;
h) propone al Consiglio nazionale modifiche ai regolamenti;
i) delibera sulla adesione dei Consorzi nazionali ed interregionali e di tutti gli enti a carattere nazionale nonché negli altri casi previsti dal regolamento delle adesioni;
l) nomina i rappresentanti confederali nei vari enti e commissioni a carattere nazionale ed interregionale;
m) esercita le funzioni non esplicitamente riservate dal presente Statuto al Consiglio nazionale, ovvero, in caso di urgenza, delibera su materie di competenza di quest'ultimo, chiedendo la relativa ratifica alla prima riunione utile;
n) Delibera circa l’ammissione dei soci che per caratteristiche territoriali devono aderire direttamente alla Confederazione Nazionale.
ART. 24
PRESIDENTE
1. Il Presidente rappresenta la Confederazione, ha la firma sociale, presiede il Consiglio nazionale, il Consiglio di presidenza e l'Assemblea Nazionale quando essa non ha all'ordine del giorno l'elezione degli organi confederali.
2. Spetta al Presidente:
a) attuare le direttive fissate dagli organi collegiali della Confederazione;
b) curare i rapporti della Confederazione con le pubbliche amministrazioni, con le organizzazioni sindacali ed economiche nazionali, nonché con le altre organizzazioni similari in Italia ed all'estero;
c) convocare l'Assemblea, il Consiglio nazionale, il Consiglio di presidenza, i Convegni nazionali;
d) esercitare tutte le altre funzioni demandategli dall' Assemblea, dal Consiglio nazionale e dal Consiglio di presidenza e, nei casi di urgenza, adottare i provvedimenti di competenza di quest'ultimo, salvo ratifica alla prima riunione di esso;
e) assumere, trasferire e licenziare il personale.
3. Il Presidente può delegare ad uno o più Vicepresidenti talune delle sue funzioni. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le funzioni vengono assunte dal Vicepresidente da lui designato e, in mancanza, dal Vicepresidente più anziano. Può assumere anche le cariche di Presidente della Confederazione Regionale di una o più Regioni Italiane o di Presidente delle Associazioni Territoriali Provinciali.
ART. 25
I SEGRETARI GENERALI
1. ll Presidente confederale può proporre al Consiglio nazionale la nomina di n. 2 Segretari generali, anche in persona diversa dai suoi componenti.
2. l Segretari generali, nei limiti dei poteri conferiti, rappresentano la Confederazione a tutti gli effetti di legge ed esplicano con continuità di impegno le funzioni che gli vengono attribuite dal Consiglio nazionale.
3. In particolare i Segretari generali attendono al coordinamento della struttura confederale, partecipano alle riunioni del Consiglio di Presidenza ed hanno voto deliberativo nel Consiglio nazionale e nel Consiglio di Presidenza, a meno che non ne facciano parte ad altro titolo come componenti.
4. Le loro funzioni saranno poi stabilite da apposito regolamento.
ART. 26
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
1. Il Collegio dei revisori dei conti è composto da tre revisori effettivi e due supplenti eletti, dall' Assemblea nazionale alla quale spetta altresì la nomina del Presidente del Collegio. I componenti il Collegio dei revisori dei conti possono essere eletti anche al di fuori dei componenti l’Assemblea.
2. Essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
3. Spetta al Collegio dei revisori dei conti vigilare sulla gestione finanziaria e sulla contabilità dell'Organizzazione confederale centrale nonché assistere alle riunioni del Consiglio nazionale. Il Presidente del Collegio assiste alle riunioni del Consiglio di presidenza.
4. In caso di carenza dell'organo, il Consiglio nazionale provvede alle sostituzioni fino alla successiva Assemblea.
ART. 27
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
1. Il Collegio dei probiviri è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall'Assemblea alla quale spetta altresì la nomina del Presidente del Collegio. I componenti il Collegio dei probiviri possono essere eletti anche al di fuori dei componenti l’Assemblea.
2. Essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
3. I soci e le persone componenti gli organi della Confederazione delle Federazioni nazionali, delle Associazioni territoriali e regionali della Confederazione sono obbligati a rimettere alla decisione del Collegio dei Probiviri la risoluzione delle controversie insorte in materia di recesso, decadenza, esclusione e tutte le altre – sempre che possano formare oggetto di compromesso - relative all' interpretazione delle disposizioni contenute nello Statuto, nei regolamenti e derivanti da deliberazioni del Consiglio nazionale e degli altri organi istituzionali confederali.
4. I Probiviri sono anche competenti a decidere, quali arbitri, tutte le controversie che insorgessero tra i singoli soci e la Confederazione oppure fra questi e le persone fisiche componenti gli organi confederali, delle Federazioni nazionali, delle Confederazioni regionali e delle Associazioni territoriali sempre relativamente ai rapporti sociali.
5. In caso di carenza dell'organo, il Consiglio nazionale provvede alle sostituzioni fino alla successiva Assemblea che rinnova gli organi.
6. I Probiviri decideranno secondo equità, senza obbligo di osservare rituali formalità ed il lodo arbitrale non è impugnabile. E' fatto salvo il diritto al contraddittorio.
TITOLO VIII - PATRIMONIO E GESTIONE
ARTICOLO 28
PATRIMONIO E RISORSE DELLA CONFEDERAZIONE
1. Il patrimonio della Confederazione è costituito dai beni ad essa pervenuti per qualsiasi titolo.
2. Sono entrate ordinarie:
a) i contributi associativi ordinari, integrativi o di tesseramento, assistenziali e per servizi resi, corrisposti dagli enti aderenti;
b) i contributi obbligatori per legge;
c) gli interessi e le rendite patrimoniali.
3. Sono entrate straordinarie:
a) i contributi straordinari e quelli volontari degli enti aderenti;
b) i contributi di enti pubblici e privati;
c) ogni altra eventuale entrata.
4. Il contributo associativo non è trasmissibile e non è rivalutabile.
5. E’ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
6. E’ fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell’associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad un ente di pubblica utilità.
7. L’esercizio finanziario va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il Primo esercizio di chiuderà il 31 dicembre dell’anno 2006.
8. I bilanci consuntivo e preventivo, predisposti dal Consiglio di presidenza- corredati dalla relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, secondo uno schema tipo proposto dalla Confederazione, dovranno essere sottoposti all’approvazione del Consiglio Nazionale e poi a quello dell’Assemblea Nazionale rispettivamente entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio ed entro il 15 dicembre dell’anno che precede quello di riferimento.
9. Il Bilancio Consuntivo e Preventivo della Confederazione vengono approvati dal Consiglio Nazionale e poi dall’Assemblea Nazionale con le maggioranze qualificate previste dalla legge. Lo stesso vale per i Bilanci Consunti e Preventivi delle Associazioni Territoriali Provinciali e delle Confederazioni Regionali.
TITOLO IX - DISPOSIZIONI PARTICOLARI E TRANSITORIE
ARTICOLO 29
INCOMPATIBILITA'
1. Al fine di preservare l'autonomia della Confederazione e di assicurare l'adeguato funzionamento degli organi confederali, il regolamento di attuazione disciplina le incompatibilità tra le cariche di Presidente della Confederazione, di Federazione nazionale, di Confederazione regionale e di associazione territoriale e tra queste ed incarichi pubblici e in organizzazioni politiche, economiche e sociali, ed individua i requisiti di eleggibilità negli organi sociali nello spirito del presente Statuto.
ARTICOLO 30
SCIOGLIMENTO DELLA CONFEDERAZIONE
1. La confederazione può essere posta in liquidazione o si può deliberare lo scioglimento mediante delibera adottata per atto pubblico dall’Assemblea Nazionale costituita in forma straordinaria per:
a) raggiungimento dello scopo sociale;
b) Impossibilità a raggiungere lo scopo sociale;
c) Volontà dei soci con maggioranze qualificate;
d) Inattività prolungata degli organi amministrativi e deliberativi.
2. Nel caso di scioglimento della Confederazione, l' Assemblea Nazionale adotta una delibera per atto pubblico con le maggioranze previste dalla legge per lo Scioglimento delle società per azioni e nomina un Collegio di tre liquidatori, conferendogli tutti i più ampi poteri per il recupero di potenziali crediti ed il pagamento di eventuali debiti nonché per effettuare tutti gli atti necessari e conseguenti.
3. In tal caso il patrimonio netto sarà devoluto alla Confcooperative o ad associazioni con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23/12/1996, n.662, salvo diversa destinazione consentita dalla legislazione vigente.
ARTICOLO 31
NORME DI SALVAGUARDIA E ATTUAZIONE
1. Le Confederazioni regionali, Associazioni provinciali e interprovinciali e le Federazioni nazionali, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore del nuovo Statuto della Confederazione, debbono provvedere all'adeguamento delle rispettive norme statutarie.
2. In caso di inosservanza, le disposizioni degli statuti delle Confederazioni regionali, delle Associazioni provinciali ed interprovinciali e delle Federazioni nazionali in contrasto con le norme del presente Statuto sono sostituite di diritto dalle norme dello Statuto confederale in quanto applicabili.
3. Le Associazioni Territoriali provinciali e interprovinciali e le Confederazioni regionali adeguano la durata, la decorrenza e la scadenza dei mandati quadriennali degli organi a quelle degli organi confederali.
4. Per quanto non previsto si rinvia alle norme in materia di Associazionismo in quanto applicabili.